Il
Bobby Previte che, con la sua "Bump The Renaissance Band" approda
alla rassegna jazzistica del nuovo millennio a Domodossola è uno dei
più intriganti personaggi del jazz d'oggi. Fondamentalmente batterista
modernissimo ma, anche, capace di interventi vocali o di escursioni nei più
disparati strumenti percussivi come la marimba o, ancora, interessato al sintetizzatore
o alla tastiera del pianoforte come in alcune occasioni ha saputo dimostrare,
Previte è un vulcanico promotore di situazioni - ma anche sideman ricco
di proposte con la leadership di personaggi di primo piano del jazz d'oggi come
John Zorn o Tim Berne (suo compagno d'avventura a Domodossola).
Nel suo essere artistico convivono, da sempre, l'evidente contatto con la tradizione jazzistica - e l'interesse per il suono acustico - e l'ancor più evidente sguardo attento per la performance elettronica. Il tutto convive con la massima naturalezza in Bobby, che proprio dall'ambiguità di una ricerca senza limiti d'orizzonte trae gli stimoli per proposte musicali estremamente eccitanti e, in non poche occasioni, addirittura esaltanti.
C'è proprio di tutto, nella musica del batterista, ci sono chiari riferimenti alle varie epoche jazzistiche, da quelle del post bop a quelle della free music (e, in certe occasioni, persino richiami al mondo neworleanista) ma, anche, al funky e alla musica modale. Ancora una volta in una miscela esplosiva che coinvolge nel profondo l'ascoltatore.
Non si potrà mai pretendere da Previte una uniformità di atteggiamenti musicali che consentano di collocarne la figura in un rigoroso contesto: quel che è certo è che la sua musica, come poche, è quella del nuovo millennio.
Gian Carlo Roncaglia