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Virginia Mayhew

 

Nell'ultimo decennio, la sassofonista Virginia Mayhew, si è imposta sulle scene del jazz newyorkese.

Nativa di San Francisco, arriva nella Grande Mela nel 1987, si iscrive al programma Jazz della New School, ottenendo subito la borsa di studio (Zoot Sims Memorial).

Fattasi subito notare, Virginia ha lavorato con grandi artisti di gran fama: Norman Simmons, Toshito Akiyoshi, Lew Tabackin, Slide Hampton, Joe Wiliams, Leon Parker, Dena De Rose, Clark Terry, Terry Giws, Kenny Barron.

Ha suonato nei più prestigiosi locali: The Blue Note, The Villane Vanguard, The Village Gate, Sweet Basil, Fat Tuesday's, Birdland, Carnee Hall, Lincoln Center e Town Hall.

La sua lunga collaborazione con il trombonista Al Gray l'ha portata nel 1992 ad avere una parte rilevante nel progetto FAB (Edizioni Capri), contribuendo in seguito agli arrangiamenti, nel 1995, di Center Peace (Edizioni Telarc).

Successivamente regista con il sassofonista baritono Band Leader Sahib Shihab e con il gruppo Diva, oltre che con la Howard Williams Big Band.

E' apparsa sul Jazz Nativity CD, "Banding Towards the Light", che include tutte lstar del jazz.

Il suo primo lavoro "Nini Green" ha riscosso consensi e critiche positive in tutto l'ambiente, venendo giudicato con quattro stelle dalla rivista americana Down Beat.

La raffinatezza, l'equilibrio, l'alto livello di esecuzione e la mancanza di prevedibilità negli assoli, rende questo lavoro nell'insieme spumeggiante. Ad affiancare la leader, un gruppo di lavoro molto affiatato ed omogeneo; i due percussionisti Adam Cruz e Leon Parker, fanno apparire tutto il loro feeling con Virginia ed i loro diversi anni di collaborazione; Harwie Swarz, Bassista raffinato, sensibile ideale per la ritmica e tempo; la trombettista Ingrid Jensen che ha suonato con lei anche nel gruppo Diva. Collante perfetto di tutto il gruppo, il grande pianista Kenny Barron.

Ma Nini Green rimane l'affermazione di Virginia, lei ha scritto uattro delle melodia che sono presenti nel CD.

All'interno del disco troviamo "Blue Green and Brown", una fantasticheria erotica in cui la Mayhew vaga, galleggia, lascia immaginare; mentre Barron sparge piccoli tocchi come fossero carezze.

In "Maybe someday" l'introduzione pianistica è caraterizzata da un empatica sensibilità, che ogni compositore desidererebbe per ogni sua creazione. Qui Virginia raccoglie il messaggio introduttivo di desiderio e malinconia, lasciando però viva la speranza.

Mentre in "Time Alone" troviamo lo specchio di quello che l'autrice può comunicare con il suo linguaggio rotondo, caldo e razionale della corrente moderna post Bop.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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