Paul Motian è stato tra i primi batteristi che hanno lavorato in modo compiuto sullo spazio musicale, accantonando la linearità, pur complessa e intricata nella sua tessitura poliritmica, dello stile bop.

Senza dubbio è stata l'esperienza nel trio di Bill Evans, con il prodigioso Scott LaFaro al contrabbasso, a far maturare in lui questo modo di pensare la musica, in cui le linee create dai diversi strumenti non si affiancano nel discorso, ma si intrecciano prendendo direzioni diverse, in un disegno che, fatte le debite proporzioni, ricorda le splendide polifonie fiamminghe.

Il trio è poi sempre rimasto il campo di battaglia privilegiato per questo vecchio ariete che ha ormai felicemente raggiunto i sessantanove anni. Ricordiamo quello con Bill Frisell e Joe Lovano, in attività per più di un decennio, una delle formazioni più rappresentative del jazz contemporaneo.

Ma anche il trio precedente, riunito da Motian nel '77, con Charles Brackeen ai sassofoni e David Izenzon al contrabbasso, che per affinità di strumentazione si configura come l'immediato precedente dell'attuale progetto.

Allora due dischi pubblicati dall'Ecm ne presentarono la musica davvero originale, in cui i temi orientati sul versante folklorico aprivano profeticamente un filone poi fin troppo battuto e le attenzioni timbriche rappresentavano una sorta di programma per il lavoro futuro del batterista.

Oggi, con Chris Potter ai sassofoni e Marc Johnson al contrabbasso, il discorso riprende con rinnovato vigore. L'apporto di Potter è decisamente significativo: il sassofonista, dopo aver collaborato con Motian nella Electric Bebop Band, dove il contesto è più lineare, si immerge in questa avventura, confermando di essere uno dei musicisti più significativi della sua generazione, che ad una capacità davvero camaleontica di inserirsi in situazioni diverse abbina una personalità spiccata sia sotto il profilo solistico che nella composizione.

Di Marc Johnson, che nella formazione più recente del trio subentra a Steve Swallow, non c'è molto da aggiungere a quanto molti hanno già detto: bassista dalla meravigliosa sensibilità, sulla tradizione dei celebri colleghi che hanno suonato con Bill Evans, come Eddie Gomez e Scott LaFaro, è stato anch'egli una colonna al fianco del grande pianista, nelle sue ultime avventure musicali

Paul Motian

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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