Barney McAll

Gianluca Renzi

Robert Stewart

Ground Spike

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Marcus Baylor

 

Robert Stewart t.sax
Barney McAll piano

Gianluca Renzi a.bass

Marcus "CoCo" Baylor drums

Romantico ed imprevedibile, ma anche crudo e viscerale, così è lo stile originale e molto coinvolgente del sassofonista Robert Stewart.

E' uno stile che riflette una sua posizione filosofica ben precisa: "Tutto ciò che suono - spiega Stewart - ha significato.

Ogni nota è importante, e la musica è la voce dell'anima.

Proiettare questa mia voce verso chi mi ascolta, è un mio imperativo" Nato e cresciuto a Oakland, ha un passato di flautista classico promettente ma poco convinto.

In seguito, subito dopo il diploma alla scuola superiore, avviene la folgorazione della sua vita: per radio sente suonare John Coltrane e Ben Webster.

Inondato dal contrasto sonoro dei due sassofonisti, intuisce immediatamente che suonare il sassofono sarebbe stata la sua missione di vita.

Studia con Ed Kelly, e nel medesimo tempo con Pharoah Sanders, che lo introduce nell'universo musicale dell'amato Coltrane.

Un altro evento fondamentale nella carriera artistica di Stewart è l'incontro, nel 1989, con Wynton Marsalis. Il trombettista invitò Stewart a suonare con l'orchestra Marsalis nell'album "They Came To Swing", e in "Blood On The Fields", un oratorio di tre ore in cui cantano anche Cassandra Wilson, John Hendricks e Miles Griffith. Da allora collabora costantemente con Marsalis, prendendo parte alle sue tournée mondiali. Acclamato dalla critica per i suoi album "Judgement" e "The Force", quest'ultimo prodotto da Quincy Jones, Robert Stewart ha all'attivo ben nove album in cui ha collaborato con i più grandi nomi del jazz americano.

"Nat the Cat" è il suo ultimo lavoro dedicato a Nat King Cole, che Stewart ha registrato per la famosa etichetta italiana Red Records, con la quale aveva già inciso il succitato Judgement.

Con i Ground Spike, sul palco del Teatro Comunale di Domodossola, Robert Stewart presenterà quest'album in anteprima nazionale.

E sarà proprio la versatilità musicale dei Ground Spike, gruppo spregiudicato che debutta ufficialmente al festival, a permettere di interpretare in maniera esclusiva e originale questo omaggio al grande Nat King Cole. (Sandra Matuella)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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